Arti Inferiori

Fausto Russo Alesi
IVAN

liberamente tratto da I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij

riscrittura Letizia Russo consulenza Fausto Malcovati
 regia Serena Sinigaglia
 con Fausto Russo Alesi
scene Stefano Zullo
luci Roberta Faiolo
assistente alla regia Giulia Sarah Gibbon
coproduzione ATIR Teatro Ringhiera – Teatro Donizetti di Bergamo

“Vasto, troppo vasto è l’uomo: io lo restringerei.” Parte I, Libro III, Capitolo 3

Gentili spettatori,
lasciate che vi introduca a questo spettacolo raccontandovi in breve di noi.
Per primo, l’attore: Fausto Russo Alesi.
Di costui non voglio certo ricordare i meriti e i talenti, che, ai più, son già noti. No, in questa sede mi preme sottolineare l’amicizia profonda e l’antico sodalizio artistico che ci lega.
E’ raro per noi teatranti ritrovarci nel tempo e seppur cambiati, riscoprire l’amore e la passione di sempre.
Noi, che cominciammo assieme poco più che ventenni.
Correva l’anno 1992, la Prima Repubblica crollava sotto i colpi di Tangentopoli, e noi, ragazzini, ci scoprimmo amici e colleghi, amanti di un teatro che non sapevamo ma avrebbe segnato le vite di entrambi. Lo stesso teatro, la stessa spasmodica ricerca di un senso per cui vivere, di un segno da tramandare. Ieri, coi tanti spettacoli vissuti assieme, oggi in questa nuova, meravigliosamente difficile, avventura.
E qui mi urge parlarvi di me. Poche, pochissime righe.
Amo i classici. Amo la grande letteratura russa dell’800 perché in essa gli uomini osavano ancora chiedersi il perché delle cose, osavano affrontare i grandi temi dell’esistenza, esercizio di spirito piuttosto inusuale per i nostri tempi chiassosi.
Chi sei? Cos’è l’uomo? Quale il senso del suo agire nel mondo? Cos’è la libertà? Esiste un ordine nel caos? E la violenza, la violenza di cui è intriso l’uomo, ha un’espiazione possibile?
Abbandonarsi alla lettura de “I fratelli Karamazov” è un viaggio nel tempo attraverso gli uomini, nell’uomo. Ed ecco spiccare un uomo tra gli uomini, o forse è solo un ragazzo troppo maturo per i suoi anni, il secondo dei figli Karamazov, il più tormentato, il più assolutamente umano: Ivan.
L’uomo e l’intera umanità visti dagli occhi di Ivan Karamazov, questo il nostro viaggio. I fratelli Karamazov secondo Ivan, se volete.
Ma come farlo da soli?

Io amo i classici e adoro Dostoevskij, questo l’ho già detto. Fausto è perfetto per Ivan, anche questo…no, questo non l’ho ancora detto, ma credetemi sulla fiducia, se per conto vostro non l’avete già pensato. Ma noi due non bastiamo di fronte all’enormità del viaggio intrapreso. Vi presento pertanto gli altri due compagni di ventura.
Letizia Russo, autrice teatrale, intellettuale originale, unica, capace di guardare al mondo e di trascriverlo come fosse il suo da sempre. A lei il compito di costruire una drammaturgia che a partire dal libro sappia racchiudere il pensiero e le azioni di Ivan. Non solo “Il grande inquisitore” dunque ma i nervi, i muscoli, l’anima, il sangue di chi quel racconto lo ha partorito. Lui, Ivan.
E infine Fausto Malcovati. Il professor Fausto Malcovati. Un vanto per noi italiani, se solo fossimo capaci di vantarci di qualcosa di diverso da un calciatore. Uno dei più grandi conoscitori della lingua e della letteratura russa in Italia. Fausto ci aiuterà a distinguere, a conoscere, a tradurre, a tradire senza “violare” l’opera dell’immenso autore russo.
Non altro posso qui aggiungere, a parlare sia da ora lo spettacolo.
E che vogliate apprezzarlo e goderne è desiderio sincero di noi tutti.
A teatro, dunque! A teatro!

Biglietti €12-€10