Mille Papaveri Rossi. Itinerari storico artistici nel Centenario della Vittoria

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Echi e testimonianze della Grande Guerra nella rassegna organizzata dal Tavolo della Cultura

A metà strada tra Padova, capitale militare della Grande Guerra ed il Monte Grappa, simulacro della memoria, ed a pochi chilometri dal Piave, fiume sacro alla Patria, il Camposampierese fu, se non avamposto, immediata retrovia del fronte: sede di ospedali militari e acquartieramenti di truppe; le sue ville ospitarono comandi; sugli argini del Muson la gente si raccolse a scrutare gli incendi sul Montello ed il fumo delle bombarde sui monti. Di quei fatti si conserva oggi la memoria perpetuandola con iniziative che declinano sul territorio i temi suggeriti da Rete Eventi. Dopo la rassegna “Nel cuore nessuna croce manca”, che nel 2015 ricordò i cento anni dallo scoppio del primo conflitto in Italia, nel 2018 il Camposampierese riannoda i fili di una memoria condivisa con la rassegna Mille Papaveri Rossi. Itinerari Storico – Artistici nel Centenario della Vittoria.

Non c’è paese, provincia, regione d’Italia che non abbia pagato un pesante tributo di sangue e lutti alla prima guerra mondiale: basta leggere i luoghi di provenienza dei 650.000 soldati italiani caduti per rendersene conto.
Anche il territorio camposampierese, immediata retrovia del fronte, pagò un pesante contributo di sangue e svolse un ruolo significativo nelle vicende belliche, pur non essendo teatro di battaglie, in quanto, proprio per la sua collocazione geografica, ben si prestava a fungere da base logistica, ad ospitare magazzini, salmerie, ospedali militari, ricoveri. Del resto basta volgere lo sguardo verso nord nelle belle giornate, per osservare, nitide e distinte, le sagome dell’altipiano di Asiago, del Grappa, del Tomba, così vicine che sembra di poterle toccare.
Assume quindi un significato particolare la rassegna organizzata per rete Eventi 2018 dal Tavolo della Cultura, in collaborazione con Federazione dei Comuni e Rete BiblioAPE.
Passando in rassegna il programma emerge con evidenza la varietà delle proposte: spettacolo, teatro, conferenze, esposizioni, presentazioni di libri, musica, escursioni nei luoghi delle battaglie: ciascuno dei questi linguaggi artistici e di queste attività esprime, fuori da ogni retorica, l’importanza di una memoria condivisa che diventa patrimonio di ciascuno.
Altro aspetto evidente è la pluralità dei pubblici cui le iniziative sono rivolte: gli studenti ed i giovani sono interlocutori privilegiati, per il valore educativo che l’iniziativa si prefigge di avere, le manifestazioni, tuttavia, si svolgono fuori dalle scuole per raggiungere un pubblico il più vasto ed eterogeneo possibile.
Sedici gli appuntamenti in programma, dal 13 luglio al 9 novembre, con inaugurazione a Campodarsego nel quadro delle iniziative promosse in occasione del restauro della piazza storica che ospita il Monumento ai Caduti.
Un’ultima considerazione sul titolo: “Mille papaveri rossi”. È un verso tratto dalla canzone “La guerra di Piero”, di Fabrizio De André: un inno contro la morte in battaglia che esprime lo smarrimento del poeta, cioè dell’uomo puro, di fronte alla guerra. Una canzone amara e bellissima che ci ricorda che è giusto celebrare la vittoria, ma è ancora più importante celebrare i valori della pace, in questo caso nel commosso ricordo dei quasi mille giovani che partiti per il fronte dai nostri paese non fecero ritorno.

LA LOCANDINA
IL PIEGHEVOLE