TeatrOrtaet in scena al Castello Catajo e al Castello di San Pelagio

Home / Eventi passati / TeatrOrtaet in scena al Castello Catajo e al Castello di San Pelagio

Doppio appuntamento di Alessandra Brocadello e Carlo Bertinelli in questo primo scorcio d’agosto. Mercoledì 8 alle ore 21 e alle 22 torna la doppia visita animata notturna nel Catajo di Battaglia Terme, mentre giovedì 9 agosto alle 20.30 debutta l’intermezzo teatrale “Il sogno del Vate” nel castello di San Pelagio da dove, esattamente cento anni fa Gabriele d’Annunzio è partito per il famoso volo su Vienna.

Fasti notturni nella macchina da spettacolo di Battaglia
La visita animata al piano nobile del Catajo che racconta i punti salienti della storia degli Obizzi (dalla loro discesa in Italia al seguito di Arrigo II imperatore, fino al 1422, quando Antonio degli Obizzi sposò Negra de Negri) ispirata agli affreschi di Gianbattista Zelotti, ma con l’arguta giocosità della commedia settecentesca, si svolge nella fascinosa atmosfera delle “Seduzioni d’estate”.
Che il palazzo-castello dai merli orientaleggianti fosse una straordinaria macchina scenica, fatta per suscitare meraviglia negli ospiti di turno, lo si può ben rilevare in una cronaca del 1667 che abbiamo altre volte citata e che descrive il soggiorno nel castello del duca Ferdinando Maria elettore di Baviera assieme alla moglie Enrichetta e alla principessa Marianna, loro figlia, che andava a fare i fanghi ad Abano.
Arrivò a palazzo anche Carlo Emanuele II duca di Savoia, fratello di Enrichetta.«Il Catajo si tramuta in una vera corte di cui Pio Enea era il principe e il cerimoniere. In quella splendida cornice egli diede ennesima prova delle sue poliedriche doti artistiche, diede sfoggio con portamento signorile di eleganza, grazia, destrezza e cultura. Oltre alla miriade di lumi all’interno ben 1500 torce illuminarono dall’esterno il palazzo, i giardini e le alture sovrastanti. Sopra i quadri di pietra che lastricavano il pavimento della grande terrazza si giocava agli scacchi e alla dama facendo muovere i pezzi da persone di servizio.
Nel piccolo teatro fatto costruire da Pio Enea, nel 1637 furono rappresentati il melodramma in musica Grisalbo e intermezzi da ballo. Alla vigilia della partenza dei nobili ospiti furono rappresentate Le nozze di Ermiona e I Boezi; gare, certami e giochi ebbero luogo nel cortile interno dei Giganti; sfilate di carri e gondole nel laghetto e dilettevoli naumachie con piccole imbarcazioni che giostravano in un bacino riempito da più di un metro d’acqua.
Come finale una fantasmagoria di fuochi d’artificio salì al cielo dal canale esterno al Catajo dove da una galera s’alzarono alte fiamme. Una festa popolare completò i festeggiamenti con partecipazione di nobildonne e di un centinaio di donzelle scelte nel contado, trattate con versata magnificenza dal marchese».

Fantasmi d’amore e di guerra a San Pelagio

Nel centenario del volo su Vienna, compiuto da undici velivoli Sva (di cui sette arrivarono a sorvolare la capitale austriaca) decollati dal campo d’aviazione di San Pelagio alle sei di mattina del 9 agosto 1918, il castello di Due Carrare, sede del Museo del volo, propone una serata commemorativa di teatro, musica e cultura, che inizia alle 20.30 di giovedì 9 agosto. In questa cornice debuttano due intermezzi teatrali allestiti da teatrOrtaet per la circostanza. Il primo, che si terrà nella suggestiva “penisola d’Oltrelimite” in vista della posta di decollo, vedrà comparire due “fantasmi” che furono protagonisti di quei giorni, Gabriele d’Annunzio e la sua fiamma degli anni di guerra, la triestina Olga Brunner Levi, da lui soprannominata “Venturina”. A un secolo di distanza le due presenze rievocano le emozioni e i protagonisti di quel momento, ma sanno anche scherzare, alla luce del tempo trascorso, sui fasti e le retoriche guerresche, sui destini divergenti dei giovani che aderirono con esuberante coraggio alla smania del Vate del “bel gesto” guerriero. Lo stesso d’Annunzio, in dialogo con la donna che amò appassionatamente e da cui fu riamato, ma che non si fece trascinare dalla passione al punto da stravolgere la sua vita, come invece altre donne fecero, pare acquistare un certo equilibrio nel valutare il “superomismo” estetico di un cinquantenne che sfidava e desiderava la “bella morte”, ma che, alla fine, le si arrese solo vent’anni dopo. Dopo essere stato costretto ad assistere alla parabola discendente delle sue passioni e dei suoi ideali estetici.
Il secondo, più breve, intermezzo sarà allestito in una delle sale interne del castello, dove è esposto per gentile concessione del proprietario il letto che Gabriele d’Annunzio usò nella Casetta rossa affittata per tutto il periodo della guerra a Venezia. Da quel letto, costretto all’immobilità e all’oscurità, egli scrisse il primo abbozzo di una delle sue opere più visionarie e famose, il Notturno, che vergò alla cieca scrivendo con il lapis su strette striscioline di carta ritagliate dalla figlia Renata, “Sirenetta”. Ed è appunto il dialogo tra padre e figlia, strettamente tratto dalle parole dannunziane, che riaffiora l’onirica ispirazione del Poeta che rievoca gli amici piloti perduti.
Da questo evento allestito in occasione del Centenario del Volo su Vienna, sarà tratta la Visita animata® ambientata al Castello di San Pelagio, che sarà rappresentata nei mesi di settembre e ottobre.
Informazioni e prenotazioni: tel: 324-6286197 – e-mail: prenotazioni@teatrortaet.it
Siti: www.teatrortaet.it – www.visiteanimate.it