Festival delle Basse. Cultura e gusto nelle terre delle acque.

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Festival delle Basse
Cultura e gusto nelle terre delle acque
IV edizione

Dal 21 al 23 settembre 2018
Vighizzolo d’Este (PD)
Comunicato stampa

Dal 21 al 23 settembre 2018 il comune di Vighizzolo d’Este in provincia di Padova ospiterà la quarta edizione del Festival delle Basse, il primo Festival culturale promosso da una rete di Comuni delle province di Padova, Verona, Vicenza e Rovigo per la valorizzazione dell’area che si estende a sud dei Colli Euganei fino al fiume Adige. Gli obiettivi principali del progetto sono quelli di trasformare le “Basse” in contenitori culturali, valorizzare in senso turistico il ricchissimo patrimonio materiale e immateriale di queste aree, promuoverne lo sviluppo socio-economico e contribuire alla riqualificazione del territorio e alla ridefinizione della sua identità.

Il programma

Come di consueto il Festival darà spazio nell’arco dei 3 giorni di programmazione a differenti linguaggi: musica, teatro, letteratura e tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito.
Molto ricca e articolata sarà quest’anno la sezione musica che aprirà, venerdì 21 settembre, con il travolgente concerto dell’Orchestra Popolare La Notte delle Taranta composta da musicisti di pizzica e musica popolare di tutto il Salento che coinvolgerà il pubblico in un’affascinante narrazione tra tradizione e modernità della pizzica tarantata attraverso il ritmo del tamburello. A seguire, nella seconda parte della serata, cambio deciso di registro con Massimo Zamboni – storico fondatore e membro dei CCCP e CSI – che, accompagnato da Cristiano Roversi (basso e synt) ed Erik Montanari (chitarre e voci), darà vita a uno speciale concerto acustico pensato appositamente per il Festival dal titolo Miccia prende fuoco con brani dal repertorio dei CCP, dei CSI e dello stesso Zamboni.
Sempre per quello che riguarda l’ambito musicale, anche per la sera di sabato 22 settembre sono in programma due appuntamenti imperdibili. Il primo con il grande Nino Frassica e i suoi Los Plaggers – band formata da sei formidabili musicisti il cui nome è una fusione tra Platters e plagio – che porterà in scena un concerto-cabaret originalissimo e coinvolgente, una grande festa, un’operazione di memoria musicale con un repertorio formato da oltre cento brani rivisti e corretti “alla maniera” di Frassica. A seguire saliranno sul palco del Festival gli Extraliscio, la super band di Mirco Mariani (Saluti da Saturno, Vinicio Capossela), Moreno il Biondo e Mauro Ferrara (Orchestra Grande Evento), il primo gruppo di “punk da balera” – come amano definirsi – che fa sue le musiche della tradizione popolare romagnola riscrivendole in chiave contemporanea e sperimentale.

La giornata di domenica 23 settembre vedrà, invece, alternarsi sul palco alcuni degli ospiti più attesi di questa edizione: la redazione dell’oramai famosissimo Lercio.it, il sito satirico più famoso e amato d’Italia, con i suoi telegiornali esilaranti e le rubriche improbabili che accompagnerà gli spettatori in un divertentissimo viaggio all’insegna della “sporca” informazione, sempre in bilico tra realtà e finzione (ore 12.30), il collettivo di autori e videomaker Terzo Segreto di Satira – di recente al cinema con il loro primo film Si muore tutti democristiani – con la loro inconfondibile vena umoristica e satirica, e, infine, Rocco Papaleo. Il noto attore, regista e musicista lucano, accompagnato da Arturo Valiante al pianoforte, coinvolgerà il pubblico in un viaggio straordinario, in cui la musica incontra le parole, tra canzoni, racconti poetici e realistici, monologhi e gag surreali, con uno spettacolo che porta il teatro “a portata di mano”, capace di divertire e al tempo stesso emozionare.

Numerosi come di consueto anche i momenti dedicati a incontri e presentazioni. Primo fra tutti quello di domenica 23 alle 16 con Stefano Liberti, giornalista e film-maker, autore di alcuni degli articoli di Internazionale più letti di questi ultimi mesi dedicati al rapporto tra agricoltura e grande distribuzione nel nostro paese. Al Festival delle Basse Liberti parlerà di cibo e di filiere nell’incontro dal titolo Dal pomodoro cinese al tonno sovranista, cosa sappiamo veramente del cibo che mangiamo. Venerdì 21 settembre (ore 19) si parlerà, invece, di vino e territorio con Sandro Sangiorgi – giornalista, scrittore e divulgatore, considerato il più autorevole insegnante di materie legate al vino e uno dei pochi critici realmente indipendenti – nell’incontro Latitudini. La vite e il vino del Veneto, dalle basse alle colline, attraverso interpretazioni e riscoperte, memorie e sentimenti.
Sempre nella giornata di domenica 23 (ore 17) verrà presentato il volume La Venezia che vorrei. Parole e pratiche per una città felice (Helvetica Editrice) con i curatori Cristiano Dorigo ed Elisabetta Tiveron, mentre, a seguire (ore 17), Sergio Frigo presenterà il volume I luoghi degli scrittori veneti (Mazzanti Libri).
Domenica 23 settembre alle 22, invece, l’appuntamento di chiusura del Festival vedrà protagonista il famoso youtuber Alan Fartade con il suo spettacolo Perché meravigliarci? un percorso alla scoperta dei posti più straordinari ed entusiasmanti nel Sistema Solare: dai ghiacciai di acqua presenti su Mercurio ai laghi di metano liquido su Titano, dai tramonti blu su Marte fino alle montagne Venusiane ricoperte di neve metallica.

Per quello che riguarda il teatro, invece, sarà ospite quest’anno il Centro di Produzione Artistica VIA ROSSE – realtà che da anni si occupa di produzione di spettacoli e di ricerca teatrale, ma anche di attività pedagogica e di organizzazione e realizzazione d’incontri e festival in Italia e all’estero – con il suo Teatro del Paesaggio, una performance che vuole evidenziare e porre l’accento sulla bellezza del paesaggio, sull’armonia delle sue forme e dei suoi elementi che, alle 19 di sabato 22 e domenica 23, andrà in scena al tramonto in un luogo speciale, l’Idrovora Cavariega, sempre nel comune di Vighizzolo, a poche centinaia di metri dal Festival.
Nel corso dei 3 giorni di Festival saranno, inoltre, presenti i Teatri Mobili della Compagnia Girovago e Rondella e della Compagnia Dromosofista: un bus e un camion allestiti a teatri che ospitano al loro interno spettacoli unici e senza parole per un massimo di 35 spettatori alla volta, arricchiti da un’area foyer all’aperto, uno spazio conviviale con un palco per la musica dal vivo, i teatrini emozionali – scatole elettromeccaniche per uno spettatore – e una biblioteca sulle arti dello spettacolo.

Tornerà anche l’oramai consueto spazio #giùdalpalco, dedicato alle eccellenze del sottobosco musicale del territorio e realizzato in collaborazione con In The Bottle Records e UFO, che ospiterà quest’anno il blues di Meek Hokum – Michele Bombatomica, al secolo Michele Darrel Bertoldi – cantante, chitarrista e songwriter (venerdì 21 ore 19.30), Contrada Lorì, una vera e propria orchestrina che interpreta musiche e canzoni popolari in dialetto veronese e composizioni originali (sabato 22 ore 18.30), e The Johnny Clash Project trio di drumless country (domenica 23 ore 13.30). Dopo la mezzanotte invece, venerdì 21 e sabato 22, saranno in programma rispettivamente Riddim Guerrilla live set con visual di Alessio Granello, e Marcello Chiodin con visual di Alen De Cesare.

L’area ragazzi

Incontri con autori e illustratori, laboratori, letture ad alta voce: l’area ragazzi del Festival delle Basse, a cura della casa editrice Camelozampa, sarà anche quest’anno uno spazio di creatività, lettura e divertimento per giovani teste e mani. Per lettori di oggi e di domani, ma anche per gli adulti curiosi di scoprire il mondo della letteratura per l’infanzia.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, che hanno sempre registrato il tutto esaurito agli appuntamenti per bambini e ragazzi, per l’edizione 2018 torneranno ospiti già apprezzati al Festival delle Basse, insieme a nuovi artisti tra i più interessanti nomi del panorama contemporaneo della letteratura per bambini.

Tra le novità in cantiere per questa edizione, uno spazio speciale riservato a uno dei più grandi e più amati autori per bambini italiani, Gianni Rodari: domenica 23 alle 21 si terrà un momento particolarmente suggestivo, una serata di letture omaggio a Gianni Rodari, con una particolare scenografia di lanterne, in collaborazione con IBBY Italia (IBBY è l’organizzazione che a livello mondiale si occupa della promozione della lettura per bambini e ragazzi).

In arrivo anche Silvia Borando, editrice e pluripremiata autrice di Minibombo, casa editrice che ha ricevuto quest’anno una menzione speciale della Giuria del Premio Nati per leggere, “per la capacità di dialogare con i bambini, attraverso linguaggi diversi, entrando in sintonia con loro e avvicinandoli alla lettura”. Proporrà una carrellata di divertenti letture dai suoi ultimi successi e un laboratorio creativo per i bambini dai 4 ai 6 anni.

Altra novità di questa edizione, i laboratori per bambini dedicati al fumetto, a cura di Canicola, casa editrice che ha al centro del proprio progetto la divulgazione della cultura del fumetto, come linguaggio attraverso cui raccontare se stessi e gli altri. I progetti di Canicola pongono il fumetto al centro di percorsi pedagogici che promuovono la lettura e la pratica artistica, attraverso la ricerca di dialogo con altre forme di narrazione, con la cultura di un territorio, con contesti sociali diversi.

Tra i ritorni al Festival ci sarà Rossana Bossù, autrice e illustratrice torinese le cui illustrazioni dal picture book “Chi sarà?” sono state recentemente selezionate per la prestigiosa mostra “Le immagini della fantasia” di Sarmede: proprio da questo illustrato, opera a cavallo tra poesia e divulgazione scientifica, Rossana Bossù proporrà laboratori di illustrazione per bambini; tornerà inoltre il suo laboratorio di disegno aperto a ragazzi da 12 anni e adulti, formula che negli scorsi anni ha riscosso un grande interesse.

Ancora, torneranno i laboratori per bambini di Tecnoscienza, che uniscono la comicità alla divulgazione scientifica per i più piccoli e che nell’ultima edizione del Festival hanno fatto divertire i più piccoli: per quest’anno si annunciano esilaranti novità, tra oggetti volanti non identificati, imprevedibili scoperte scientifiche e un laboratorio di “puzze, colle e botti” alla scoperta del mondo della chimica.

Tornerà anche Ilaria Guarducci, popolare autrice e illustratrice toscana che ha fatto della comicità un suo tratto distintivo: già ospite dell’edizione 2016, proporrà esilaranti e creativi laboratori a partire dalle letture dei suoi ultimi lavori per bambini, “Uff!” e “Spino”.

Tutte le attività dell’area ragazzi saranno caratterizzate dal coinvolgimento diretto e attivo dei bambini, in modo divertente e originale, per stimolare la loro curiosità, il piacere della lettura e la scoperta dell’illustrazione, sempre con un’attenta cura nella selezione delle proposte, scelte tra la migliore produzione italiana rivolta all’infanzia.

L’enogastronomia

Il Festival delle Basse è territorio e nei giorni di manifestazione è possibile degustare piatti che esaltano la qualità della materia prima locale e valorizzano la filiera corta e le economie locali. L’area somministrazione è curata dai ristoratori e agricoltori del territorio per un viaggio nelle Basse che passa anche attraverso il gusto.

Il Festival ospiterà, inoltre, quest’anno il progetto Le Basse DOC – incentrato sui valori della “filiera corta” – che ha tra gli obiettivi quelli di garantire la qualità dei prodotti attraverso la conoscenza diretta del produttore da parte del consumatore, promuovere presso il consumatore la conoscenza della stagionalità e delle tecniche utilizzate per la produzione e sensibilizzare le giovani generazioni alla conoscenza del prodotto locale e stagionale.

Il luogo: il “lago di Vighizzolo”

Una nuova edizione e una nuova sfida per il progetto culturale itinerante che ogni anno fa tappa in un comune diverso del territorio, proprio al fine di valorizzare al massimo l’ampia area che coinvolge. Il luogo che ospiterà il Festival quest’anno ha un valore davvero speciale per la storia e la memoria di queste terre, un “semplice” prato in aperta campagna che un tempo faceva parte di quella vastissima distesa di acqua conosciuta con il nome di “Lago di Vighizzolo”, bonificata nel corso dei secoli grazie a importanti interventi di regolamentazione delle acque e realizzazione di opere idrauliche, tra cui il Ponte delle Tre Canne ancora oggi visibile.

Prima dell’inizio delle grandi opere di bonifica del Cinquecento – che rivoluzionarono per sempre la geografia e le sorti della Bassa Padovana – volute dai Veneziani per rendere coltivabili queste terre, Il paese di Vighizzolo era, infatti, un susseguirsi di paludi e canali e si trovava in un punto strategico per il passaggio tra questi canali, per questo era dotato di un’importante opera di fortificazione più volte distrutta e ricostruita, che è possibile osservare nelle mappe dell’epoca.

Una mappa in particolare racconta in maniera estremamente precisa e suggestiva questa e altre storie dei nostri territori: la mappa del “Retratto del Gorzon” un’imponente mappa catastale di circa 8 metri per 3 – oggi conservata all’interno del Museo Civico Etnografico di Stanghella – che “fotografa” la situazione dei territori della Bassa (quasi tutto il territorio estense, parte del monselicense antico fino all’Adige e il montagnanese) proprio nel Cinquecento.