La Cometa arriva a Padova al Porto Astra

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“La Cometa”, dopo il grande successo a Palazzo Ducale di Mantova, dove TeatrOrtaet ha recitato per l’Epifania, approda finalmente anche a Padova, per una recita a INGRESSO LIBERO organizzata in collaborazione con il Centro Socio Culturale e le Consulte del Quartiere 4 Sud-Est con il contributo del Comune di Padova presso la Sala Fronte del Porto (cinema Porto Astra), lunedì 21 gennaio 2019, alle ore 21.

Alessandra Brocadello e Carlo Bertinelli mettono in scena questa divertente commedia di Carlo Bertinelli, liberamente tratta dall’opera di Bernard Le Bovier de Fontenelle nella traduzione di Alberto Ausoni, con lo stile trasformistico che li contraddistingue, dando vita a una lunga serie di personaggi nello stile della Commedia dell’Arte.
Il protagonista della commedia è un astrologo che, terrorizzato dall’arrivo di una cometa, secondo la tradizione popolare messaggera delle peggiori sventure, vuole impedire il matrimonio di sua figlia. La trama è un pretesto per attaccare le credenze popolari ingenue, i Rosacroce e le pseudoscienze astrologiche.

L’autore dell’atto unico, Bernard Le Bovier de Fontenelle (Rouen 1657-Parigi 1757), nipote del celebre drammaturgo Pierre Corneille, è uno dei protagonisti della profonda rivoluzione operata nella coscienza europea dal progressivo affermarsi del pensiero scientifico e critico; paladino della ragione contro la superstizione, anche nel settore artistico, si impegnò nella divulgazione delle nuove scoperte attraverso interventi pubblici ed opere teatrali. La sua opera più riuscita è un romanzo “di fantascienza”, “Conversazioni sulla pluralità dei mondi” (Entretiens sur la pluralité des mondes), in cui prende in considerazione la possibilità che anche gli altri pianeti del sistema solare siano abitati. “La Cometa” gli fu ispirata dal passaggio, nel dicembre 1680, di una delle più grandi comete mai osservate nella storia, che per breve tempo fu visibile anche di giorno. Fu la prima cometa ad essere scoperta attraverso l’ausilio di un telescopio, tanto da risultare un evento unico per quei tempi. Tra i suoi appellativi di “grande cometa del 1680” o “cometa di Kirch”, figura anche quello di “cometa di Newton”, dal momento che l’astronomo utilizzò la sua orbita per dimostrare le sue nuove leggi della meccanica orbitale.
Eppure, questo testo praticamente mai rappresentato in Italia, è divertente e godibile, nonostante i suoi contenuti scientifici e letterari.